La conosciuta legge Steneri “Ogni poliziotto in gamba ha la maledizione di dover sopportare un capo cretino” questa volta è peggiorata, in questi anni del dopoguerra, nel 1947, Milano era una città povera e piena di delinquenti. Nonostante questo credo che non sia un controsenso dire che quella era una società più salutare dell'attuale, per esempio perché non c'era il mondo consumistico odierno dove tutti siamo usa e getta. Sfortunatamente al questore Ossola non è piaciuto come il Nostro appena arrivato in questura abbia risolto in fretta l'inchiesta sui furti di penicillina. Le inchieste dovrebbero continuare fino al pesce grosso, cioè un potente personaggio di Milano. Ma “questo questore” opportunista e preoccupato soltanto della sua carriera, lo incarica delle inchieste di furti di automobili. Nardone integerrimo fino al midollo continuerà il suo bel lavoro di pulizia dei criminali nascosto dietro alle indagini sulle automobili.
Alla fine dell'episodio il Nostro, insieme a Muraro, sceglie i membri della squadra. Il primo è Peppino Rizzo, scelto per la sua grande memoria, cosa che gli permette, ogni sera dopo il lavoro, di studiare per laurearsi in legge. Dopo c'è Enrico Spitz, un ebreo sopravvissuto a Mauthausen, un ricciolino con un bell’accento e un grande esperto di polizia scientifica. Alla fine Nardone dovrà impegnarsi per poter aggiungere alla squadra Sergio Suderghi, lui è molto bravo con le armi e le auto, però per il suo passato repubblichino gli sarà molto difficile lavorare insieme a Spitz. Alla fine dell'episodio due poliziotti corrotti sono messi in galera, perché coinvolti nel furto della penicillina. Bisogna dirvi che il Nostro consegna alla portinaia una scatola con le fiale di penicillina per la povera mamma del bimbo malato? Ma a patto che non dica da dov'è venuta. Non è una favola, nel mondo ci sono molti uomini per bene come Nardone.
La ciliegina sulla torta: Nardone conosce Eliana mentre cerca delle informazioni per l'inchiesta sulla penicillina, dopo la invita a uscire insieme. Lo sapete che il cognome di Eliana è Colombo come la Enrica Colombo del commissario Ricciardi? E anche che questa simpaticona zitella fa il direttore amministrativo in un’impresa che distribuisce medicinali? Ho visto una luce complice negli occhi di entrambi e accade il miracolo: come un brutto caffè, ma fatto da Eliana, diventa tanto squisito da fargli dire che la colpa è dell'acqua di Milano? Dopo c’è un delizioso dialogo al minuto 25 tra il Nostro e la signorina dal naso sghimbescio:
Eliana: E questo è grave? Perché se succede spesso riesco a rimanere zitella. Che cosa la mette in soggezione di me? Dice mentre si toglie gli occhiali...
Nardone: I suoi occhi... sono molto belli.

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